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NEWS

Intervento in Siria e conseguenze sui prezzi di oro e petrolio

4 Settembre 2013

Il mondo guarda con apprensione la situazione siriana e si interroga sull'opportunità di un intervento militare straniero che ristabilisca una situazione di pace all'interno dei confini del Paese.

Le conseguenze di un eventuale intervento degli eserciti occidentali interessano anche gli investitori, per le potenziali conseguenze che uno scontro armato può avere sui prezzi del petrolio e, di conseguenza, dell'oro. La Siria, infatti, produce discrete quantità di petrolio, sebbene nel corso degli ultimi anni abbia ridotto notevolmente i suoi volumi. Storicamente, prima dell'inizio di un intervento militare si nota un aumento del prezzo del petrolio, seguito da una sua discesa. In questo caso risulta però difficile fare previsioni, dal momento che sono troppe le variabili in gioco, su tutte il ruolo che grandi produttori come Russia e Iran andranno a rivestire. La crisi siriana, insomma, potrebbe stravolgere gli andamenti dei mercati, con importanti ripercussioni sui prezzi di oro e petrolio.


Ripartono i progetti per la più grande miniera d'oro europea

4 Settembre 2013

Riprendono i progetti riguardanti il più grande giacimento d'oro europeo, in seguito ad una nuova proposta avanzata dal parlamento rumeno ai canadesi della Gabriel Resources, proprietari del progetto.

L'estrazione d'oro nella zona di Rosia Montana, nelle parte centrale della Romania, pare risalire ai primi anni del primo secolo ed è proseguita durante il medioevo e l'età moderna. Attualmente si stima che il sito contenga fino a dieci milioni di once d'oro, ma dal 2003 a causa di presunti problemi ambientali, gli impianti moderni non sono più in funzione.

Il nuovo progetto avanzato dall'esecutivo rumeno prevede un aumento degli introiti per la nazione ospitante dal 4 al 6%, espressamente retribuito in oro, e una partecipazione al progetto della nazione pari al 25% del totale.

Se le richieste della Romania verranno soddisfatte si aprirà uno scenario piuttosto delicato: la nazione possederebbe 15 tonnellate d'oro, cioè il 15% delle riserve attuali ufficiali.


Fine estate col botto per l'oro

03 Settembre 2013

Nell'estate 2013 il Gold Investor Index ha indicato una tendenza positiva nel rapporto tra acquirenti e compratori dell'oro, superiore allo stesso periodo dell'anno precedente.

Complice il periodo estivo, solitamente calmo dal punto di vista finanziario, ed il presunto attacco statunitense alla Siria, l'indice ha subito un picco massimo negli ultimi giorni di agosto, raggiungendo e superando lo scorso mese di aprile, il migliore degli ultimi 16.

Se a questo scenario sommiamo la situazione di incertezza che sta caratterizzando la Federal Reserve americana ed il conseguente malcontento degli investitori finanziari, che influenza negativamente i mercati azionari, possiamo facilmente comprendere la "corsa all'oro" degli ultimi giorni di agosto.

Nello stesso periodo, inoltre, si è verificato un aumento anche dei nuovi utenti che si sono avvicinati per la prima volta a questo tipo di investimento, confermando la tendenza dell'estate 2013 nei confronti del metallo più prezioso e ricercato.


Quando una guerra salva i mercati

02 Settembre 2013

Il prezzo degli asset quotati viene rivalutato periodicamente anche in previsioni di eventuali eventi catastrofici, quali calamità naturali, crisi di governo o guerre inattese. In questi casi le valutazioni, eseguite preventivamente, sono spesso orientate al rialzo con il conseguente disordine e malcontento dei mercati.

Gli operatori istituzionali che operano sul mercato temono già da qualche tempo la riduzione del quantitative easing infinity che la FED statunitense sta attualmente immettendo sul mercato e il conseguente aumento dei tassi di interesse. Le conseguenze sarebbero catastrofiche e prevederebbero una spasmodica corsa alla liquidità da parte degli investitori, eventualità difficile da affrontare visto l'ammontare del debito pubblico americano.

In questa situazione la crisi siriana che sta tenendo impegnata l'opinione pubblica e il governo degli Stati Uniti pare giustificare una mancata presa di posizione ed il rinvio di qualsiasi decisione a riguardo.

Cinicamente parlando può apparire che l'eventuale intervento armato in Siria possa essere a dir poco provvidenziale per il mercato finanziario.


Crisi siriana ed impennata dell'oro

30 Agosto 2013

La crisi siriana sembra sempre più coinvolgere l'intera economia mondiale ed in particolar modo pare riesca ad incidere in maniera massiccia sul costo dell'oro e dei metalli preziosi.

Solo nell'ultima settimana di agosto, infatti, il prezzo dell'oro è salito del 2,3%, quello dell'argento, invece, ha raggiunto quota +2,4%. Se si considera la differenza dalla fine di giungo alla fine di agosto, inoltre, si può notare un'impennata del costo dell'oro di +20%, un dato allarmante se si pensa che la rivalutazione del metallo prezioso ha raggiunto picchi altissimi nella maggior parte delle valute internazionali.

La quota tende a perdere qualche punto e ad oscillare paurosamente in corrispondenza delle dichiarazioni del governo americano: pare che ad ogni smentita di attacchi alla Siria, il prezzo del metallo prezioso tenda ad abbassarsi, per poi rialzarsi nuovamente alla notizia di nuovi possibili scenari bellici in agguato.

 

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